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Le Origini

Storia del Bowling
La storia del Bowling ha origini molto più remote di qualsiasi altro sport.
Alcuni archeologi, effettuando lavori di scavo in tombe egiziane che risalgono a circa 7000 anni fa, hanno riportato alla luce oggetti rassomiglianti a moderni birilli. È accertato che nella Roma Imperiale veniva praticato una specie di "gioco delle bocce"; e nella primitiva Bretagna era molto popolare un gioco chiamato "in Pacto Lapidum", che consisteva nel lanciare sassi contro piccoli bersagli a terra.
Durante il Medio Evo, un gioco molto simile al moderno Bowling era largamente praticato in Germania ed Olanda. La Chiesa usava una specie di "bowling" come prova del peccato: il fedele doveva cercare di abbattere con una boccia i birilli, i quali raffiguravano le superstizioni; ogni colpo riuscito lo faceva considerare pio e timorato, ogni errore lo induceva a frequentare le funzioni religiose con più assiduità per riabilitarsi.
Enrico VIII, che si dilettava di Bowling in compagnia di eleganti cortigiane, fece attrezzare per questo gioco alcune sale a White Hall. Nel 1588 Sir Francis Drake, ritenendo che il Bowling esercitasse grande influenza sul morale dei suoi equipaggi, ne fece giocare una partita ai suoi uomini prima di attaccare ed annientare l'Armata Spagnola.
Il Bowling fu introdotto in America dai primi coloni olandesi che fondarono, nel 1626, la città di Nuova Amsterdam, oggi New York. E quel gioco a nove birilli, praticato 300 anni fa nella Nuova Amsterdam di Peter Stuyvesant, ultimo governatore della colonia olandese, può considerarsi il vero antenato dell'attuale Bowling a dieci birilli.
È piuttosto strano che questo sport, già conosciuto nell'antico Egitto e praticato in quasi tutta l'Europa nel Medio Evo, sia stato l'ultimo fra i giochi di abilità a subire un processo d'innovazione tecnica e di rimodernamento. Soltanto nel 1952, infatti, quando si introdusse il primo "pinspotter" automatico, il Bowling cominciò ad affermarsi nella moderna società industriale.
L'impiego del nuovo congegno automatico evita il noioso lavoro di rimettere in piedi i birilli e comporta una maggiore precisione nel gioco, che è reso così più impegnativo ed interessante.
Con l'automatizzazione, il Bowling è anche diventato un fattore importante per l'industria.
Il gioco di ieri si è quindi evoluto in uno sport di precisione e di abilità, riassumendo i pregi e le caratteristiche delle sane competizioni agonistiche e degli svaghi realmente distensivi.
Questo‚ l'atto di nascita ufficiale del Bowling moderno, ossia il Bowling che conosciamo e che amiamo noi oggi.
Esso ha appena compiuto 50 anni: infatti il 5 aprile 1946 l'A.B.C. (American Bowling Congress) approvava ufficialmente l'Automatici Pinspotter dell'AMF, ponendo così una pietra miliare che segnava un confine fra il Bowling dei "pin's boys" ed il Bowling moderno!
Tutto era cominciato dieci anni prima quando Fred J. Schmidt, il tipico esempio di in geniere-inventore, iniziò la costruzione del primo pinspotter automatico. Egli era pronto a mettere una mano sul fuoco per la sua invenzione.
Assistito da due meccanici e da un altro ingegnere, Schmidt creò un improvvisato pinspotter automatico usando paralumi di metallo, vasi di fiori, catene da bicicletta, coperchi di vario genere e riutilizzando delle parti di materiale di recupero insieme ad altri "objets trouves". Questo perché né Schmidt né i suoi compagni di lavoro avevano i fondi necessari per la costruzione delle parti speciali che costituivano la sua invenzione. La macchina con rudimentali funzioni, posizionava i birilli, ma aveva ancora bisogno di una grande quantità di rifiniture.
Un avvocato, compagno di Schmidt, di nome S.F. Hartman, propose allora di andare all'Ufficio dell'American Machine & Foundry Company per un finanziamento a scopo pubblicitario.
La scelta della Compagnia fu fortunata e nel 1937 Morehead Patterson, un Vice-Presidente dell'AMF ed inventore a tempo perso, visitò quella "gabbia per tacchini" dietro la casa dei meccanici a Pearl River N.Y.. Patterson immediatamente apprezzò la potenzialità dei nuovi meccanici; assunse Schmidt ed acquistò i diritti di brevetto a favore dell'AMF.
Egli in tal modo decise le sorti del pinspotter e le stesse dell'AMF, della quale volle più tardi diventare presidente,
Dal 1938 al 1946 l'AMF impiegò le migliori menti e i più nuovi materiali e tecnologie (alcune delle quali si erano notevolmente evolute durante la guerra) nello sforzo di perfezionare il pinspotter automatico.
Nel 1946 venne infatti approvato dall'American Bowling Congress e visto in azione da più di 50.000 spettatori al torneo omonimo.
Il primo pinspotter realmente commerciale fu installato in due Centri americani nel '51 e nel'52. Il prodotto dell'AMF rivoluzionò veramente lo sport che cominciò ad attirare bowlers che erano stanchi nel posizionamento manuale dei birilli e che non avevano la pazienza di aspettare durante le lunghe pause tra un tiro e l'altro.
"Niente non ha mai avuto così un enorme impatto sul bowling durante la sua storia come l'evento del pinspotter automatico!" diceva Scott Werthmann, Vicepresidente del Marketing dell'AMF Bowling, Inc. "Questa invenzione fu un enorme balzo per il nostro sport e gli diede la direzione da seguire per i successivi quarant'anni: allo stesso modo che la tenuta automatica del punteggio e del sistema computerizzato aiuteranno a delineare il Bowling per la fine di questo secolo e l'inizio del prossimo".
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