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Vittorio Novelletto

Alfieri




    

Vittorio Novelletto "IL CAPO"
a cura di: Paolo Grossi
Nella galleria dei grandi personaggi del bowling italiano, non può assolutamente mancare Vittorio Novelletto, per tutti coloro che lo hanno conosciuto "Il Capo". Mantovano di nascita (Monzambano - MN 22/3/34) ma milanese d’adozione, essendosi trasferito nel capoluogo lombardo all’età di diciasette anni, Novelletto ha calcato le approaches per oltre trent’anni, raccogliendo successi ovunque. Si avvicina al bowling immediatamente, non appena il nuovo sport importato da oltre oceano arriva in Italia, e già nel 1963 fonda, il club nel quale militerà sino al suo ritiro dalle piste: i Cobra Curiosamente il nome del club, non nasce riferendosi di fatto al velenoso serpente che comunque diverrà il simbolo dell’associazione, ma dalle iniziali di due dei fondatori (COlombo e BRAghieri) che assieme a lui danno vita all’associazione sportiva milanese. Fin dai primi giorni di esistenza del club, Novelletto ne assume la guida guadagnandosi in questo modo il soprannome che non lo abbandonerà più: il Capo. Sotto la sua guida i Cobra si impongono in tutta Italia ed in tutta Europa, con vittorie di altissimo prestigio, che lo vedono sempre protagonista.
Sono oltre una ventina i successi raccolti in tornei europei: Aix en provence, Cavalaire, Draguignan, Annecy, Bordeaux, Basilea, Zurigo, Losanna, Ginevra, Bruxelles, Parigi sono le città che vedono trionfare Novelletto assieme ai suoi formidabili uomini.
A Ginevra vince per tre volte il doppio e per una la squadra, a Bruxelles vince per due volte il doppio ad invito, una sorta di campionato europeo di doppio al quale venivano invitati i migliori giocatori del vecchio continente. Bordeaux lo vede salire sul gradino più alto del podio, in uno dei tornei a squadra più ricchi che si disputavano in quel periodo, ma la vittoria che consacra definitivamente i Cobra come uno dei più forti club d’Europa, è quella del torneo a squadra da cinque di Parigi, dove la compagine milanese sbaraglia il fior fiore dei teams europei.
Novelletto vanta ventidue convocazioni nella nazionale maggiore, ed al suo nome è legato il miglior risultato di sempre della nazionale italiana: il terzo posto ottenuto dalla squadra da lui capitanata, ai mondiali del 1971 a Milwaukee (U.S.A.) E’ giunto secondo nella AMF World Cup, nell’edizione tenutasi a Dublino, e terzo nella stessa manifestazione, quando venne tenuta a Londra. Trecentista e più volte campione italiano in diverse specialità, ha vinto decine di tornei in tutta Italia.Quantificarne il numero è pressoché impossibile, ma con buona approssimazione si può parlare di circa un centinaio di vittorie nei confini nazionali.
Nel settembre del 1994, dopo aver avuto un folgorante avvio di stagione che lo aveva visto vincitore del doppio al torneo nazionale di Novara, Novelletto resta coinvolto nel tragico crollo di una casa avvenuto in viale Monza a Milano.
Grazie alla sua forte fibra, il Capo riesce a superare anche questa terribile esperienza e l’anno successivo riesce ancora ad imporsi nel torneo nazionale di doppio di Lissone, assieme ad uno dei sui grandissimi compagni di squadra di un tempo: Ermanno Guglielmi. Quest’ultimo successo rappresenta il suo canto del cigno.Due anni più tardi infatti si ritira dalle scene agonistiche, lasciando Milano e trasferendosi a Valeggio sul Mincio (VR).
Non perde però la voglia di competere, e torna quindi ad una sua antica passione ricominciando a praticare lo sport delle bocce, che aveva abbandonato per passare al bowling. La sua natura vincente gli fa bruciare le tappe anche nella nuova attività sportiva, ed a suon di successi conquista in circa tre anni la categoria A. Attualmente svolge anche l’attività di istruttore per i più piccoli, che si avvicinano al mondo delle bocce. A Novelletto la Federazione Italiana Bowling Sport ha giustamente riconosciuto la tessera vitalizia ad honorem, ed anche il C.O.N.I. nazionale, ha consegnato un riconoscimento ufficiale per meriti sportivi, a colui che è giusto considerare in generale, come uno dei più grandi atleti che l’Italia abbia mai avuto.
 
 
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