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Virgilio Riccioni

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"Virgola" Virgilio Riccioni
a cura di: Andrea Canevari
In ricordo di Virgilio Riccioni
ROMA 13/06/2011
Ci ha lasciati Virgilio Riccioni, uno dei più grandi bowlers italiani, un pezzo di storia del miglior bowling romano, soprannominato ʺVirgolaʺ, per adattarne il nome alla traiettoria della boccia.
Al Bowling Brunswick ed a Virgilio sono legati i più antichi ricordi della mia infanzia, nei primi anni '70: lʹamico di papà cui correvo sempre incontro, che mi afferrava tra le mani e mi lanciava ripetutamente in aria. Il massimo del divertimento. Indelebile.
Socio per tanti anni dello storico Club Bowling Flaminia Radio, con il quale ha collezionato decine e decine di titoli e trofei, in campo nazionale ed internazionale, è stato per anni uno dei più brillanti giocatori della nazionale italiana.
NAZIONALE



NAZIONALE ITALIANA DI BOWLING ‐ 1975
Da sinistra: Lorenzo Monti, Ezio Carravieri, Vittorio Novelletto, Virgilio Riccioni,Guido Sorba, Dario Barbieri, Rossano Rossi, Enrico Canevari.
Virgilio giocò il CAMPIONATO DEL MONDO di LONDRA 1975 ‐ a 196,5 di media. 271 giocatori da 30 paesi del mondo 13° class. nella finale All‐Events(8 partite – 1518) ‐ 5° class. nella squadra da 8 (8 partite – 1575) ‐ 10° class. in doppio con Monti (6 partite – 1220) – 4° class. squadra da 5 (6 partite – 1189) a soli 19 birilli dal podio.

La modestia era una delle sue qualità. Con Virgilio abbiamo vinto il Campionato Italiano per Associazione Sportiva del 2007 quando ci aveva seguito nel Power Zone, ma aveva giocato male in qualificazione e si era fatto sostituire. Il giorno della finale si era fatto vedere solo per un ʺin bocca al lupoʺ, lasciando a noi il proscenio del gradino più alto del podio. Aveva lo stesso identico male di papà. Lo stesso fatale decorso, la stessa tempistica.
Diverso l'approccio, ciascuno per il proprio carattere: papà l'ha portato in pista fino alla fine, in segno di spregio; Virgilio l'ha tenuto silenziosamente per sé, quasi a voler difendere gli altri da quel mostro.
Entrambi, hanno avuto lo stesso nobile atteggiamento nei confronti del destino: una lotta in silenzio verso un avversario che aveva vinto in partenza, ma contro il quale se la sono giocata, fino all'ultimo frame.
Aveva abbracciato entusiasta il progetto della rifondazione Flaminia ed era contentissimo della nuova maglia.
Voleva onorare il memorial Canevari a maggio, per il quale aveva ricominciato ad allenarsi assiduamente e per lʹoccasione avevo organizzato un tris d'onore da giocare assieme a Luciano Valentini e Paolo Gentilini ‐ altri due monumenti della storica Flaminia Roma.
Lʹidea gli piaceva tantissimo, ma qualche giorno prima mi chiamava per denunciare un dolore al ginocchio e quel tris non si è più fatto.
Quando lʹho visto lo scorso 8 maggio, giorno della finale, dove non poteva mancare per un saluto, avevo capito che il ginocchio cʹentrava ben poco.
Piuttosto cʹentrava quel suo carattere così gentile, mite e riservato, quella compostezza da gran signore per cui ha tenuto il suo male tutto per sé, dissimulandolo fino alla fine.
In tanti anni non lʹho mai sentito alzare il tono della voce, mai visto discutere con alcuno.
Campione di autocontrollo, stile e moderazione è stato e resterà per me e per tutti noi soci della Flaminia e tutti gli amici del Bowling Brunswick un modello di comportamento umano oltre che sportivo, un esempio da seguire.
Ciao Virgola,
Andrea Canevari
BC FLAMINIA ROMA
 
 
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