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Remo Fornasari: Ci racconta il suo Mondiale
a cura di: Damiano Trapani
 Mentre mi accingo a scrivere queste righe, sono ancora frastornato per le calorose accoglienze ricevute dopo la mia vittoria alla World Cup. Questa bella avventura inizia mercoledì 4 novembre alle 6 del mattino, con il viaggio in treno Bologna – Roma, durato 4 ore (non vi era l’Alta Velocità, ndc)
Dopo una breve sosta in Federazione, via all’aeroporto di Fiumicino in auto accompagnato dal Presidente Murè (che paura, sembrava Alboreto a Monza).
Dopo i saluti di rito, io e Fabia Baldana (la rappresentante femminile italiana) partiamo puntali alle ore 15,30 alla volta della Malaysia.
Breve scalo ad Atene, poi di nuovo in volo verso Karachi in Pakistan. Sosta di 5 ore, che tra le pratiche di scalo e di partenza, si riducono a 2 sole ore impiegate in un breve pisolino in una celletta di un hotel locale.
Dopo 21 ore di viaggio estenuante, finalmente si arriva a Kuala Lampur, dove troviamo ad attenderci gli organizzatori che con un pulmino ci trasportano all’Hotel Hilton. Prima dell’inizio della manifestazione abbiamo due giorni per cominciare a fare un po’ di shopping e provare le piste del Mirana Bowling, situate al 5° piano di un bell’edificio.
Dopo il ricevimento di benvenuto, ecco le prove per la sfilata, la pesatura delle bocce e, dunque, finalmente il grande giorno. Sfilata di tutte le nazioni partecipanti con danze, balli folcloristici nazionali, discorsi da parte degli organizzatori, sponsor, autorità e lancio della prima boccia eseguito dal reggente Kuala Lampur.
Domenica 8 novembre si inizia con la qualificazione femminile (18 partite); Fabia, la nostra rappresentante non c’è la fa per una manciata di birilli (secondo il mio modesto parere solo per mancanza di esperienza) ma lasciando, se ciò può consolarci, alle sue spalle atlete di risonanza mondiale.
Il lunedì e giorni successivi, iniziano le qualificazioni maschili (24 partite), al termine delle quali passano i primi 16. Il mio comportamento mi consente di classificarmi al 9° posto, e con ciò passare il turno.
I 16 incontri successivi (15 petersen + difesa di posizione) sono molto combattuti, alla fine col secondo posto mi classifico per il turno successivo. Qui comincia la disputa (7 petersen + difesa di posizione) per conquistare le 5 migliori posizioni prima di affrontare il roll – off finali. Al termine mi trovo al primo posto, perdendo solo un’incontro. Si inizia cosi la finalissima e, mentre i miei avversari si fronteggiavano e facevano riscaldamento, io me ne stavo seduto al bar, guardandoli per televisione e bevendo Coca Cola ( il Montenegro non l’avevano).
Finalmente arrva il mio turno e, sereno e tranquillo come non mai, mi accingo a scendere in pista. Per la finale più importante della mia vitacon l’assistenza morale e tecnica di Jucci Gastaldi (si era offerta di sedere accanto a me durante tutte le partite disputate nei giorni precedenti) che, preoccupata, mi veniva a cercare per indurmi a fare il riscaldamento, che io rifiutavo con decisione.
Dopo aver effettuato un tiro di prova per pista, decidevo di partire per primo, ottenendo uno strike.al secondo turno, di gioco riuscivo a doppiare e fare spare; al terzo turno altro doppio. A questo punto avevo il titolo in mio pugno e aspettavo solo il decimo frame per dare sfogo a tutta la mia gioia.
Al termine tra l’esultanza della Jucci, di Fabia, degli amici svizzeri, di Sergio (amico della Gastaldi, venuto appositamente da Singapore per assistere alla World Cup) e tutti gli spettatori che tifavano per me, la gioia mi ha fatto versare crime.
Le feste continuavano pure al banchetto di chiusura, il giorno dopo al quartiere cinese, nei supermercati, per le strade, sono stato fatto oggetto di esultanza, avendomi la gente di questo splendido paese riconosciuto e, stupendo, pretendevano farsi fotografare con me e farsi firmare decine di autografi.
Al ritorno, negli aeroporti nei quali abbiamo fatto scalo, la mia vittoria è anche servita come lasciapassare, in quanto i doganieri, riconoscendomi, mi richiedevano anche la foto co dedica, senza fare controlli. Anche il ritorno, come l’andata, si è rivelato un viaggio molto stressante, ma reso molto felice all’arrivo dalla presenza di Murè e Stefania, di mia moglie, mia figlia, che, accompagnate dall’amico Loris Masetti, erano partite al mattino da Bologna, per venirmi a prendere. Di tutta questa bella avventura avrò dimenticato tante belle cose che ho vissuto in Malaysia, ma purtroppo l’emozione mi tradisce, e non riesco a descrivere tutta la mia gioia. A questo punto non mi resta che ringraziare tutto lo staff della FISB con a capo il Presidente dott. Murè. Ancora la Jucci, Fabia, gli amici svizzeri Lucio e Iris, Sergio (mia impareggiabile spalla come interprete), le regioni Emilia, Lombardia, Toscana, Orazio e Giulietta, il Comune di S.Lazzaro e tutti coloro, che con telegrammi, telefonate, strette di mano e applausi (scusandomi se ho dimenticato qualcuno) per le dimostrazioni di festa nei miei confronti(forse non merito tutto ciò che ho ricevuto)
Consentitemi di rivolgere agli amici Masetti e Ventura, al “Galeone” tutto, club cui io appartengo, un ringraziamento particolare per la stima e la fiducia avuta in me, incoraggia domi a continuare a giocare, dopo le mie internzioni di smettere, per le noti vicende di 4 anni fa.
Un saluto a tutti i bowlers italiani, dal vostro amico
Remo Fornasari

chi ha tenuto alto il nome dell'Italia a un mondiale..... VINTO! - grazie Remo!
 
 
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